Differenza tra margine e ricarico: formule ed esempi

10/01/2023
Francesco Massimo Gallo
Margine e Ricarico

Capire la differenza tra margine e ricarico è essenziale per fissare prezzi di vendita coerenti e leggere correttamente la redditività di un prodotto. Sono due percentuali collegate, ma rispondono a domande diverse: il margine guarda il guadagno sul prezzo di vendita, il ricarico lo misura rispetto al costo di acquisto.

In magazzino e in logistica questa distinzione conta ancora di più: se nel “costo” non includi picking, stoccaggio, imballo e spedizione, il margine apparente è più alto di quello reale.

In sintesi: cosa cambia

  • Margine: quanto guadagni su ogni euro di fatturato.
  • Ricarico: di quanto aumenti il costo di acquisto per arrivare al prezzo di vendita.

Stesso prodotto, stesso profitto in euro: percentuali diverse. Un esempio classico: costo 10 €, prezzo 20 € → margine 50%, ricarico 100%.

Cos’è il margine

Il margine (o margine percentuale sul prezzo) è il rapporto tra il profitto e il prezzo di vendita:

Margine = (Prezzo di vendita − Costo) / Prezzo di vendita

Se acquisti a 10 € e vendi a 20 €:

Margine = (20 − 10) / 20 = 50%

Significa che metà del prezzo di vendita è profitto lordo (prima di altri costi non inclusi nel “costo” usato nella formula).

Cos’è il ricarico

Il ricarico (markup) misura di quanto il prezzo di vendita supera il costo:

Ricarico = (Prezzo di vendita − Costo) / Costo

Con gli stessi numeri:

Ricarico = (20 − 10) / 10 = 100%

Hai raddoppiato il costo di acquisto: il ricarico è del 100%, non del 50%.

Come passare da margine a ricarico (e viceversa)

Usando i valori in decimali (es. 50% = 0,50):

  • Ricarico = Margine / (1 − Margine)
  • Margine = Ricarico / (1 + Ricarico)

Esempio: margine 40% (0,40) → ricarico = 0,40 / 0,60 = 0,666… → 66,7%.
Ricarico 25% (0,25) → margine = 0,25 / 1,25 = 0,20 → 20%.

Esempio pratico a confronto

CostoPrezzoProfittoMargineRicarico
10 €12 €2 €16,7%20%
10 €15 €5 €33,3%50%
10 €20 €10 €50%100%

Errore frequente in riunione: “facciamo il 30%” senza specificare se è margine o ricarico. Su un costo di 100 €, margine 30% implica prezzo ≈ 142,9 €; ricarico 30% implica prezzo 130 €.

Margine, ricarico e costi di magazzino

Il costo nella formula non dovrebbe essere solo il prezzo di acquisto dal fornitore. Per una PMI che gestisce scorte, conviene includere almeno una quota dei costi logistici: ricevimento, stoccaggio, picking, imballo, spedizione e gestione resi.

Se vendi a 20 € un articolo pagato 10 € ma ne spendi altri 3 € di logistica per ordine, il profitto reale è 7 €: il margine scende dal 50% al 35%. Per mappare queste voci in modo operativo, parti dalla guida sui costi logistici e come mapparli correttamente.

Quando usare l’uno o l’altro

  • Ricarico: utile in listini e politiche commerciali (“applichiamo il 40% sul costo”).
  • Margine: più chiaro per analisi di redditività, budget e confronto tra prodotti o canali.

In pratica: definisci i prezzi con il ricarico se ti è più comodo operativamente, ma controlla sempre il margine sul fatturato — e verifica che il costo usato sia completo.

FAQ rapide

Margine e ricarico sono la stessa cosa?

No. Stesso profitto in euro, base di calcolo diversa (prezzo vs costo), quindi percentuali diverse.

Un ricarico del 50% quanto margine genera?

Margine = 0,50 / 1,50 = 33,3%.

Quale conviene comunicare in azienda?

Dipende dal contesto, ma conviene sempre specificare la base. Ambiguo “+30%” senza dire se è sul costo o sul prezzo.

Conclusione

La differenza tra margine e ricarico sta nel denominatore: prezzo di vendita per il margine, costo per il ricarico. Conoscere entrambe le formule evita errori di pricing e letture distorte della redditività. Se gestisci un magazzino, collega il calcolo a una mappatura seria dei costi logistici: solo così il margine che vedi a video è quello che resta davvero.

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